
Se si scompone la classifica fra uomini e donne i primi tre fattori rimangono gli stessi per i maschi, mentre per le donne al secondo posto c’è il sovrappeso mentre al terzo c’è lo scarso controllo della glicemia. Per quanto riguarda i bambini sotto i 5 anni il fattore di rischio principale è la malnutrizione. “C’è un grande potenziale per migliorare la salute evitando fattori di rischio come fumo e dieta sbagliata, così come migliorando quelli ambientali come lo smog – spiega il direttore dell’istituto Christopher Murray -. La sfida sarà usare questi numeri per guidare gli sforzi di prevenzione e le politiche sanitarie”.
La ricerca ha evidenziato grandi differenze regionali, sottolineano gli esperti. In Medio Oriente e America Latina, ad esempio, è l’alto indice di massa corporea il killer principale, mentre in Asia prevale l’inquinamento. Per l’Italia dall’analisi, a cui per hanno partecipato i ricercatori dell’Ospedale Burlo Garofolo di Trieste, risulta che i fattori che nel 2013 hanno più inciso sulla salute degli italiani sono pressione alta, alto indice di massa corporea, fumo, iperglicemia, disfunzioni renali, colesterolo alto, una dieta troppo ricca di sale, alcol, sedentarietà e osteoporosi. “Sono quasi tutti prevenibili – sottolinea Luca Ronfani, del Burlo Garofolo – In Italia, infatti, lo stato di salute potrebbe migliorare notevolmente facendo scelte alimentari più salutari, regolare esercizio fisico e dicendo addio alle sigarette. Appare evidente, quindi, il ruolo chiave degli stili di vita: hanno un impatto enorme sulla salute in termini di mortalità e disabilità”.
